Il Museo delle Palafitte di Fiavé

L'area archeologica nel Biotopo di Fiavé
Le Palafitte di Fiavé sono uno dei 111 siti palafitticoli preistorici dell’arco alpino, entrati a far parte della lista del Patrimonio mondiale dell'Unesco.

Gli scavi archeologici diretti da Renato Perini, incominciati nel 1969 e proseguiti fino all’inizio degli anni Novanta, hanno portato alla luce resti di capanne costruite su sponda lacustre (3800 - 3600 a.C) e di capanne realizzate secondo il classico modello della palafitta in elevato sull’acqua (1800 - 1500 a.C.).

I resti delle palafitte di Fiavé
Un’evoluzione di questa tipologia sono le capanne su pali ancorati ad una complessa struttura a reticolo adagiata lungo la sponda e sul fondo del lago (1500 - 1300 a.C.). Negli ultimi secoli del II millennio a.C. l’abitato si spostò sul vicino Dos Gustinaci, dove sono state rinvenute abitazioni con fondazioni in pietra.

L’eccezionale stato di conservazione non solo dei pali, ma anche di molti altri materiali organici, rende queste palafitte particolarmente affascinanti, consentendo di penetrare in aspetti della vita delle comunità preistoriche generalmente sconosciuti.

Il Museo delle Palafitte di Fiavé, inaugurato nel 2010, racconta le vicende dei diversi abitati palafitticoli succedutisi lungo le sponde del lago Carera, bacino di origine glaciale, tra il tardo Neolitico e l'età del Bronzo. A poca distanza dal museo è possibile visitare l'area archeologica e il Parco Archeo Natura, con le ricostruzioni delle palafitte.

Il Museo delle Palafitte di Fiavé

Nel museo è esposta una selezione degli straordinari oggetti, rinvenuti dagli archeologi nel corso delle ricerche. Sono migliaia i materiali caduti in acqua, accidentalmente o gettati al tempo delle palafitte, preziose testimonianze di notevoli conoscenze tecniche e costruttive e di abilità artigiana.

Si tratta di vasi in ceramica, ma anche di monili in bronzo e – rarissimi all’epoca – in ambra baltica e in oro. Una collezione unica in Europa è quella costituita dai circa 300 esemplari di oggetti in legno: stoviglie e utensili da cucina, fra i quali tazze, mestoli, vassoi, strumenti da lavoro come secchi, mazze, falcetti, trapani, manici per ascia, oltre ad un arco e alcune frecce. Le particolari condizioni ambientali dei depositi lacustri hanno restituito persino derrate alimentari come spighe di grano, corniole, nocciole, mele, pere.

Un intero piano del museo è dedicato alla ricostruzione della vita quotidiana al tempo delle palafitte: un’esperienza unica che permette di immergersi nell’atmosfera del villaggio palafitticolo di 3500 anni fa.

Oltre al grande plastico che ricostruisce il villaggio “Fiavé 6”, diversi ambienti svelano il lavoro di contadini e pastori, la vita attorno al focolare domestico, la cucina, la moda, i segreti di metallurghi e cacciatori con suggestivi modellini ricostruttivi, filmati ed elementi scenografici che richiamano i pali di supporto delle palafitte.

Una sezione del museo, curata dal Servizio Conservazione della Natura e Valorizzazione ambientale della Provincia autonoma di Trento, è dedicata al biotopo Fiavé-Carera, riserva naturale provinciale e sito di importanza comunitaria e una delle torbiere più estese del Trentino.

(Fonte: cs PAT)

Tariffe d'ingresso 2026:   
  • Ingresso Museo: 4,00 euro; ridotto 3,00 euro; gratuito fino ai 14 anni, disabili e loro accompagnatori, studenti accompagnati dai loro insegnanti; convenzionato con Trentino Guest Card e Museum Pass
  • Ingresso Museo + Parco Archeo Natura (aperto dal 1° aprile con giornate e orari variabili nel corso dell'anno): 7 euro; ridotto 5 euro; gratuito fino ai 14 anni e studenti accompagnati dai loro insegnanti; convenzionato con Trentino Guest Card e Museum Pass

La visita al museo si può abbinare alla visita dell'area archeologica e della riserva naturale di Fiavé-Carera, alla visita al Parco Archeo Natura di Fiavé oppure a escursioni e itinerari panoramici nelle Valli Giudicarie. Per maggiori informazioni su attività e tour potete scrivermi una mail:
 guidatrentino@gmail. com 


(Post pubblicato il 16/07/2012. Ultimo aggiornamento: 22/01/2026)